![]() Città di Mercato S. Severino canali| home page [H] | comune [O] | servizi [S] | notizie [N] | visita città [V] | contattaci [T] |VISITA CITTA'Acquarola Detta così perché qui venivano le prostitute, secondo un rito
pagano, a purificarsi con l'abluzione dì acqua. Per dimenticare questo
e per sottolineare il grado di povertà raggiunto, fu indicata come "Infernus".
Dimenticato dopo secoli il rito, S. Alfonso fece ritornare l'antico nome. Si
sa per certo che qui nacque papa Urbano VI che nella sua peregrinazione, fermatosi
a Nocera, inviò il suo segretario, Naim, un tedesco, nella piccola cittadina
per informarsi circa la salute dei parenti. IL Papa apparteneva alla famiglia
baronale dei Prigniano. Acquarola ha recentemente restituito alcune tombe di
epoca romana databili al IV secolo dopo Cristo e sono probabilmente medievali
la parrocchia e il Palazzo Terrone. Ad Acquarola appartiene anche l'antico convento
di S. Elia dei Carmelitani scalzi di cui parleremo con la località Ospizio
in quanto ad essa storicamente più legata. Il convento di S.Elia sorge
sul colle detto di S. Elia tra S. Angelo e Acquarola, facilmente raggiungibile
da Ospizio. I Carmelitani scalzi vi veneravano il corpo di S. Feliciano che
li visse, ma la precisa datazione della fondazione di tale convento ci è oscura.
Sappiamo che il convento e la chiesa ad Ospizio nel 1520 sorsero come ausilio
al convento di S. Elia che doveva pertanto essere più antico. Nel 1677
si sa che il grande convento incomincia a decadere e dopo una serie di interdizioni
fatte alla chiesa di Ospizio, rimane isolata. In questo periodo di grande crisi
sappiamo che Frà Eliseo (eremita di S. Elia) di dubbia moralità venne
a scontrarsi con l'eremita di S. Aniello perché il primo cacciato dal
mugnaio della sua zona di questua andò in un mulino di zona di questua
del secondo. Il litigio fu tale che si dovette ricorrere all'intervento della
curia. Dopo il 1788 nel convento non vi sono più padri e nemmeno il priore,
non vi era un sacerdote, ma un fratello laico: Arcangelo Barchetta. Con le leggi
del 1807 i conventi e le relative chiese e proprietà sia di S. Elia che
di Ospizio vennero sequestrati e venduti. L'acquirente fu un ex carrettiere:
Luigi Terrone che aveva già fatto una quantità di acquisti. Si
diceva che il Terrone avesse la rendita di un moggio al giorno. La statua della
Madonna e di S. Giuseppe erano del convento, furono fatte deporre dallo stesso
proprietario. L'erede Roberto, impenitente spendaccione, mandò in rovina
tutto l'asse familiare tanto che il 30 luglio del 1900 l'avvocato Raffaele Zafferino
di Roccapiemonte fece mettere tutte le proprietà del Terrone sotto il
vincolo di ipoteca. | torna sopra | vai al menu | vai ai contenuti | vai ai canali |
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