La chiesa di S. Angelo
in Macerata risulta esistente
nel 980. La denomina "Macerata" deriva
dal macero della canapa
e del lino, attività fiorente
in questi luoghi. La parte
più antica è il
rione Carratù,
mentre nella chiesa della
congrega sono state scoperte
delle pitture di rilievo
di autori ancora ignoti,
nascosti da una biancheggiatura.
La religiosità di
questi luoghi si rispecchia
nelle diverse chiese:
la chiesa di Maria SS.
del Carmine, oggi del
Rosario, è gestita
dalla confraternita laicale
omonima e si data alla
prima metà del
VI secolo. Essa presenta
un'antica navata priva
di cappelle e coperta
da una volta a botte.
Organo e campanile della
chiesa sono del '700;
la parrocchiale dedicata
all'Arcangelo Michele
fu fondata in epoca longobarda
e ristrutturata dopo il
1688; la chiesa di S.
Giovanni Battista con
un importante monte di
pietà, è barocca
ad unica navata con volta
lavorata a stucco. Vi
si conservano tele di
M. Angelo Iannacci, pittore
napoletano del XVIII secolo;
il romitorio della Santa
Croce su amena collina
ristrutturato di recente;
la Torre Marcello, forse
proprio di quel console
Marcello e infine l'unica
testimonianza che ancora
conserviamo della vita
romana in quella che fu
Rota.