Nominata per la prima volta nell'anno '868 col nome di "Pendula" quando Guaiferio
principe di Salerno, donò a Pandola una cappella che dal 1143 fu denominata
di S. Fortunato. Famosa in passato per la sua industria del baco da seta, ospita
la chiesa di S. Anna distrutta dal terremoto del 1980. Era stata costruita nel
XIII secolo col nome di Santa Maria della Libertà e restaurata nel 1568
dallo scultore Andrea Matteo Guerrasio.Qui vi si potevano ammirare pregevoli
quadri del Di Maio e del Ricciardi. Si trova tuttora nel paese una casa del
Settecento "Casa Napoli" che completava l'imponente e classica facciata della
chiesa di Santa Maria della Libertà. Il titolo di "liberatrice" di questa
madonna le era stato dato dal popolo in tempi remoti perché liberò i
cittadini da invasori e calamità naturali. Durante la terribile epidemia
del 1656, la gente ricorse a lei e dopo averla portata in processione la Morte
si fermò. Fino al 1816 la località appartenne per metà al
territorio di San Severino.Uno stemma dei Gonzaga su una parte della casa parrocchiale
fino agli anni sessanta ricordava che il paese era stato feudo di quella principesca
famiglia mantovano. Fu canale di comunicazione viario e commerciale e raggiunse
una notevole importanza grazie alla strada "delle Puglie" per la quale sorsero
nel luogo numerose taverne.