Il complesso monumentale del castello medievale di Mercato
S. Severino costituisce uno dei più notevoli episodi
di architettura militare dell'Italia meridionale (è il
secondo per estensione in quest' ambito geografico) essendo
composto da un primo nucleo di fondazione longobarda, un secondo
normanno ed un terzo svevo - angioino - aragonese . L'interesse
storico ambientale è reso evidente dalle rovine superstiti
dei suoi ambienti e delle sue tre cinte fortificate.
Le strutture murarie del castello, in parte in buone condizioni,
configurano attualmente tutta l'estensione originaria che raggiunge
circa i 350 x 450 metri.
Il castello è stato sede, e strumento, della più importante
famiglia del Regno, i Sanseverino , dopo gli Aragona , che
traevano la loro origine dagli Angerio normanni. Fu abbandonato
a causa della partecipazione dell'ultimo Sanseverino alla congiura
dei Baroni contro Ferrante.
Nel castello, nella sua cappella ancora in parte conservata,
S. Tommaso, recatosi a trovare la sorella Teodora, sposata
Sanseverino , ebbe l'ultima visione prima della morte che lo
colse sulla strada per la Francia , dove si recava in qualità di
ambasciatore del papa.
Recenti scavi condotti dal Centro per Archeologia medievale
dell'Università degli Studi di Salerno hanno rivelato
una stratigrafia complessa che ha messo in luce resti di officine
metallurgiche, sistemi per l'uso di macchine da difesa, come
catapulte e mangani, e materiali d'uso quotidiano, come ceramiche,
monete, ecc., che potrebbero essere ben utilizzati sia per
la creazione di un museo che di laboratori per la ricerca scientifica.